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Mario Pirani la Repubblica
1 Giugno
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Furio Colombo
l'Unità 11 Maggio

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Alessandro Trocino
Corriere della Sera
7 Maggio

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Luciana Castellina
il Manifesto 1 Giugno
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Lietta Tornabuoni
La Stampa 17 Giugno

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Paolo Mereghetti
Corriere della Sera 21 Maggio

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Paolo Brusorio
il Giornale 12 Maggio
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Mirko Molteni
la Padania 15 Maggio

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Camicie Verdi. Bruciare il tricolore - Misteri e segreti della Lega Nord dal celudurismo alla devolution - Film Documentario di Claudio Lazzaro http://www.camicieverdi.com. Referendum Costituzionale sulla Devolution ovvero l'attribuzione di competenze esclusive alle Regioni in materia di Sanità, Scuola, Fisco, Polizia ed altro. La Lega Nord e le sue Camicie Verdi Vogliono bruciare il tricolore e spezzare il Paese Votiamo NO. Claudio Lazzaro è il regista di questo film shock sulla Lega Nord: Camicie Verdi. Bruciare il tricolore. l'ex leghista Corinto Marchini rivela l'esistenza di un piano per uccidere Borghezio e farne un martire della Padania. Roberto Calderoli ha messo l'Italia a rischio attentati islamici indossando una maglietta con le vignette anti islam che raffigurano Maometto. In Libia la folla ha assaltato il nostro consololato di Bengasi con un bilancio di 11 morti tra i manifestanti. La LEga Nord è xenofoba e razzista e non ha più nulla a che spartire con le idee di Gianfranco Miglio e Carlo Cattaneo spesso invocati dagli esponenti del Carroccio.. Roberto Calderoli ha sposato sua moglie con Rito Celtico




Mario Pirani, La Repubblica, 5 Giugno 2006: “Questo documentario narra cose, riporta discorsi, registra interviste che se la Rai non fosse assoggettata a un castrante regime “politicamente corretto”, aduso ad edulcorare la realtà, sarebbero state portate da tempo alla conoscenza de visu dei cittadini”
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Furio Colombo, l’Unità, 7 Maggio 2006: “Il film di Lazzaro è importante perché è una testimonianza tremenda a carico dell’intero sistema italiano delle informazioni negli anni di Berlusconi. Niente di ciò che si vede in questo film si è visto in televisione. Testimonia del vasto ed esteso cedimento morale e professionale che ha indotto il giornalismo al silenzio su una serie di fatti estremi, estranei sia alla cultura italiana che a quella europea”.
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Alessandro Trocino, Corriere della Sera, 7 Maggio 2006: “Una storia che ha quasi dell’incredibile, nella quale le metafore belliche e le spacconate verbali degli anni del secessionismo sembra siano state sul punto di superare i confini della legalità”.
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Luciana Castellina, Il Manifesto, 1 Giugno 2006: “Consiglio a tutti di comprare questo film, regalarlo e possibilmente proiettarlo ovunque si può. Perché meglio di qualsiasi altro discorso spiega perché il 25 giugno dobbiamo andare a dire no alla proposta di modifica costituzionale di Berlusconi, che fra le tante altre cose propone la devolution ai signori della Padania di un pezzo dello stato italiano”.
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Lietta Tornabuoni, la Stampa, 17 Giugno 2006: “Il film fa pensare, riflettere. Ci si chiede come tutto questo non abbia allarmato, come sia risultato sopportabile o quasi normale, come sia stato possibile considerare legittime tanta virulenza e minaccia”.
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Paolo Mereghetti, Corriere della Sera, 21 Maggio 2006: “Il film raccoglie alcune testimonianze che mettono bene in chiaro la componente forcaiola quando non dichiaratamente eversiva del movimento”.
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Toni Jop, l’Unità, 11 Maggio 2006: “Un film da non perdere….se la memoria è labile, il cinema, in questo caso, opera come un puntuale quaderno di appunti di viaggio e anche come eccitatore di anticorpi”
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Paolo Brusorio, Il Giornale, 12 Maggio 2006: “Ho voluto filmare la faccia di chi ci sta vendendo la devolution”, dice Claudio Lazzaro, il regista di Camicie Verdi, e c’è un fondo di verità nelle sue parole: settantotto minuti di docufilm sulla Lega, dove quella di lotta toglie spazio a quella di governo, che in giacca blu ministeriale rimane nell’angolo”.
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Luca Mosso, La Repubblica, 11 Maggio 2006: “ Lazzaro mostra la faccia impresentabile della Lega, che sbraita ai comizi, organizza ronde contro gli extracomunitari, alimenta quell' industria della paura che sostiene ogni politica di destra. La Lega che si costituisce in milizie – prima Camicie Verdi, oggi Volontari Verdi -  che il giudice Guido Papalia, procuratore capo di Verona, ritiene essere organizzazioni paramilitare ”!
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Federico Raponi. Liberazione, 16 Maggio 2006: “Mentre per Carlo Lizzani questo film è una prova d’autonomia d’opinione, d’esempio per altri e da incoraggiare….per Roberto Faenza ha il merito di trattare qualcosa di cui in genere non si parla, quando invece da Gladio in poi uno spirito sovversivo nel paese continua a esistere. Inoltre fa capire cosa è la Lega, cioè le ragioni del suo successo, con un atteggiamento giornalistico, diverso dai documentari “contro” qualcuno, e perciò importante per analizzarne radici e origini”.
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Franco Montini, La Repubblica, 14 Maggio 2006: “L’aspetto più paradossale di Camicie Verdi consiste nel fatto che, mentre le tv hanno rifiutato d’intervenire nel progetto, realizzato grazie all’aiuto della Mikado di Roberto Cicutto e della Palomar di Carlo Degli Esposti, Claudio Lazzaro ha ottenuto da Borghezio la disponibilità più completa a essere seguito e filmato”
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Gianluca Nicoletti, Specchio La Stampa, 17 giugno 2006: “Camicie Verdi è un aspro film-documentario sulle milizie leghiste, lo ha realizzato in autarchia il giornalista Claudio Lazzaro con il solo aiuto di un operatore. L’autore lo propone come una sfida per vedere se è possibile creare, con una produzione “no budget”, un palinsesto alternativo rispetto all’informazione Rai-Mediaset”.




Irene Bignardi, Il Venerdì, 26 Maggio 2006: “Da così vicino non li avete mai visti….Claudio Lazzaro, con il distacco del vero giornalista, cuce tg, documenti, filmati sugli uomini della Padania, la loro filosofia, la loro politica
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Toni Jop, l'Unità, 13 Giugno 2006: "Un documento importante almeno per un paio di motivi. Il primo è che ci
aiuta a non dimenticare cos’ha detto e fatto il quartier generale delle camicie verdi nel corso di questi anni, collezionando col senno della storia comportamenti, parole d’ordine e fatti che il tempo appanna nella memoria. Il secondo, molto attuale, è il disegno di una inconstestabile carta d’identità propria del soggetto che ha voluto e imposto la cosiddetta «devolution», anima di quella riforma costituzionale strappata all’Italia con il colpo di mano di una maggioranza che non c’è più."
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Roberta Bottari, Il Messaggero, 16 Maggio 2006: “Il film-documentario di Claudio Lazzaro ripercorre  i misteri e i segreti della Lega Nord, dal celodurismo alla devolution…E' un film che vuole fare informazione, dare cittadinanza alle notizie scartate dagli organi informativi del servizio pubblico”.
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Pasquale Colizzi, l'Unità, 8 Giugno 2006: "Bossi appiccava i fuoco e stava a vedere cosa accadeva. Basta osservarlo nelle immagini della perquisizione delle forze dell'ordine alla sede della Lega di via Bellerio, a Milano, fine '96. Mentre ci sono tafferugli, urla, resistenza fisica e feriti, lui nelle ressa impassibile fuma il sigaro. Con lo stesso atteggiamento avrà chiesto a Marchini anche un altro atto clamoroso: uccidere Mario Borghezio. Si sarebbe sbarazzato di un rivale nella leadership e la Lega avrebbe avuto il suo sospirato martire"
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Bossi sul film Camicie Verdi: “Erano solo un corpo di protezione civile. Corinto Marchini è uno che ha tradito”. Famiglia Cristiana, 25 Giugno 2006
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La rassegna completa delle recensioni e degli articoli è consultabile online sul Blog Camicie Verdi

 

Camicie Verdi. Bruciare il tricolore - Misteri e segreti della Lega Nord dal celudurismo alla devolution - Film Documentario di Claudio Lazzaro http://www.camicieverdi.com. Referendum Costituzionale sulla Devolution ovvero l'attribuzione di competenze esclusive alle Regioni in materia di Sanità, Scuola, Fisco, Polizia ed altro. La Lega Nord e le sue Camicie Verdi Vogliono bruciare il tricolore e spezzare il Paese Votiamo NO. Claudio Lazzaro è il regista di questo film shock sulla Lega Nord: Camicie Verdi. Bruciare il tricolore. l'ex leghista Corinto Marchini rivela l'esistenza di un piano per uccidere Borghezio e farne un martire della Padania. Roberto Calderoli ha messo l'Italia a rischio attentati islamici indossando una maglietta con le vignette anti islam che raffigurano Maometto. In Libia la folla ha assaltato il nostro consololato di Bengasi con un bilancio di 11 morti tra i manifestanti. La LEga Nord è xenofoba e razzista e non ha più nulla a che spartire con le idee di Gianfranco Miglio e Carlo Cattaneo spesso invocati dagli esponenti del Carroccio.. Roberto Calderoli ha sposato sua moglie con Rito Celtico
in questa Clip Mario Borghezio veste, con sarcasmo, i panni di un barista che offre cappuccino e cornetto a dei clandestini che dormono in una macchina.
Clip in anteprima: Borghezio, con sarcasmo, veste i panni di un barista...

NAZIROCK - il nuovo Film di
Claudio Lazzaro

il Bibiliotecario del Centro Indentario della Lega Nord spiega quali sono i pilastri della Cultura Leghista tra i quali spiccano Von Klausevitz e Giulio Andreotti
Clip in anteprima: Centro Identitario della Lega a Milano. In biblioteca lezione di cultura leghista.

il Sindaco di Treviso Gentilini predica la Tolleranza Zero verso gli stranieri.. No tollera che si vendano fiori o che si lavino vetri.. Si richiama all'educazione ricevuta durante il Fascismo che gli ha inculcato i principi del rispetto della legge e dell'autorità.
Clip in anteprima: il Sindaco di Treviso
Giancarlo Gentilini chiede tolleranza zero