Neonazisti marciano su Milano. Il silenzio del sindaco

di Tommaso Tafi
Ancora dieci giorni e Milano, città medaglia d’oro della Resistenza Partigiana verrà sfregiata dalla lugubre marcia di centinaia di camice nere provenienti da buona parte dell’Europa, ma a nessuna delle istituzioni cittadine sembra interessare più di tanto.
Da giorni circola sul web un appello lanciato dalla sezione milanese dell’Anpi nel quale si invita caldamente il Sindaco Letizia Moratti a rompere l’assordante silenzio che circonda questa vicenda, semplicemente vietando una manifestazione pericolosa per l’ordine pubblico , ma soprattutto di chiaro stampo xenofobo e razzista. Un appello che, purtroppo, fino ad ora, sembra essere caduto nel vuoto.
LA MANIFESTAZIONE
Nel frattempo Forza Nuova, organizzatrice della manifestazione del 5 aprile, sta chiamando a raccolta militanti simpatizzanti ed esponenti “istituzionali” dei più importanti partiti dell’estrema destra europea, invitandoli a prendere parte all’incontro “La nostra Europa: Popoli e Tradizione contro banche e usura”. Un appuntamento a cui parteciperanno, oltre ai leader nazionali forzanovisti, primo tra tutti il Segretario Roberto Fiore, anche esponenti del BNP (British National Party), del FN (Front National) e dell’NPD (Nationaldemokratische Partei Deutschlands).
Pur essendo ben note a tutti le posizioni xenofobe, razziste, revisioniste e violente di queste formazioni politiche, nessun membro della Giunta Moratti ha fino ad ora avuto il coraggio di esprimere il proprio pensiero in merito all’opportunità o meno di ospitare una manifestazione che, con ottime probabilità, si trasformerà in una parata con tanto di spranghe e manganelli, proprio come successo in occasione del corteo di Bergamo del 28 febbraio scorso.
ROMPERE IL SILENZIO ASSORDANTE





on Aprile 2nd, 2009 at 06:15
i ”neofascisti” a Milano sono quattro gatti ed evidentemente i rossi non hanno di meglio da fare, mi basta comunque che non sfascino la città come in corso Buenos Aires tre anni fa. Comunque la Padania esiste e diventerà nazione! Padania libera, Padania sempre…FINO ALL’INDIPENDENZA!
on Aprile 2nd, 2009 at 12:58
Caro Alberto non è vero che i neofascisti sono quattro gatti. A seconda della definizione che lei vuole dare di “neofascista” si può andare da mezzo milione a qualche milione di voti. Non mi dilungo, ma si tratta comunque di cifre che possono spostare gli equilibri politici e determinare chi governerà l’ltalia e la Padania a lei cara.
Questo non deve preoccupare solo “i rossi”, come li chiama lei, ma tutti i cittadini onesti e democratici. Vorrei ricordarle che nella Resistenza, da cui è nata la nostra Repubblica, si sono sacrificati – cioè hanno dato la loro vita perché noi potessimo vivere in democrazia - molti cattolici, liberali e perfino monarchici. E anche molti di quelli che lei chiama con tono dispregiativo “rossi”.
Per quanto riguarda la Padania, penso che si tratti di un mito: dentro ci sono gli onesti lavoratori, fuori ci sono i ladroni, gli albanesi e i marocchini.
Se mai lei dovesse un giorno realizzare il suo sogno, abitare una Padania divenuta stato indipendente, allora si accorgerebbe che la realtà è un pò più complessa. Ma spero che questa delusione le sia risparmiata.
on Aprile 6th, 2009 at 19:05
partiamo dai fatti di ieri, il convegno di Forza Nuova ha radunato 3000 persone da tutta Europa e dunque quattro gatti, e anche gli antifascisti non erano molti di più, ricordo che invece la Lega Nord Padania sempre in Piazza Duomo a Milano ha portato almeno 200.000 persone un anno e mezzo fa contro il governo Prodi. Lei inoltre dice giustamente che i partigiani erano anche cattolici, liberali e monarchici, e ci aggiungo io erano anche gente senza un’ideologia particolare che lottava per la libertà della sua terra, e ci aggiungo anche che in grande maggioranza erano del Nord; sta di fatto che di cattolici, liberali e monarchici in piazza ieri ce n’erano pochini, non a caso nel suo articolo sono riportati esponenti del PD, di SD, del PRC e del PDCI tutti riconducibili alla sinistra più o meno estrema; e per quest’ultima non posso che usare un termine negativo essendo un’ideologia contraria alla libertà dei popoli esattamente come quella fascista. Concordo anche sul fatto che è difficile identificare con precisione quanti siano i ”neofascisti”, mi limito a far notare che intanto al momento attuale nè Forza Nuova nè Fiamma Tricolore ma neanche La Destra di Storace, e già mi riesce difficile chiamare ”neofascisti” questi ultimi, fanno parte dell’attuale governo e che la Lega Nord Padania ha ottenuto con l’8% poco più di 3 milioni di voti mentre costoro non arrivano al milione, per essere generosi. Aggiungo anche che sono per la libertà di opinione, ovviamente se non accompagnata dalla violenza, e dunque contrario al reato di apologia di fascismo oltre che ovviamente a reati di cui spesso sono stati accusati i leghisti come il vilipendio all’Italia o al tricolore, e anzi credo che le parole ”antifascismo” e ”reati di opinione” siano una la negazione dell’altra. Per quanto riguarda la Padania parlano i fatti, le regioni del Nord sono affini l’una all’altra da un punto di vista sociale, culturale, economico e perfino linguistico, e ben distinte dal resto della penisola, e queste regioni sono diventate un’area tra le più avanzate e produttive a livello mondiale, con un PIL pro capite superiore a quello di Gran Bretagna, Francia e Germania; questo malgrado ad esempio alla sola Lombardia vengano tolti ogni anno dai 16 ai 24 miliardi di euro che avremmo se potessimo gestire il 90% delle nostre tasse.
on Aprile 6th, 2009 at 20:19
Caro Alberto, è vero i fascisti non sono poi così numerosi, ma sono un brutto sintomo. Soprattutto è grave che il governo, di cui la Lega è parte così attiva, li abbia sdoganati politicamente. Questa è una cosa grave, che si è verificata solo in Italia. La politica si fa lanciando segnali. E questo è un segnale brutto, che magari aprirà la strada a brutte cose.
Mettere sullo stesso piano, come lei fa, i nazifascisti e formazioni politiche italiane, come PD, SD, PRC, PDCI, è - mi scusi se glielo faccio notare con forza – un grave errore. Di quali crimini si sarebbero macchiati questi partiti italiani? Si sono formati nel dopoguerra, hanno semplicemente cercato di difendere da uno sfruttamento selvaggio i lavoratori e i ceti più deboli. Adesso stanno cercando di difendere la democrazia da una forma soft di autoritarismo, basato su un monopolio della comunicazione che consente la manipolazione del consenso.
Per quanto riguarda la Padania, è vero, si tratta di una terra ricca e laboriosa. E’ stata anche una terra ricca di cultura e ricordo un tempo in cui Milano, giustamente, veniva considerata la “capitale morale”. Ne è passato del tempo. Adesso è la terra che ci impone Berlusconi (grazie alla sua alleanza di ferro con la Lega). E questo non me la rende del tutto simpatica. Insomma questa Padania mi sarebbe anche simpatica (per ragioni affettive: sono cresciuto a Milano) ma dovrebbe essere un po’ più generosa, un po’ meno leghista e un po’ meno berlusconiana.
on Aprile 7th, 2009 at 09:47
direi che la ragione per cui il PCI e le forze derivate da esso non abbiano commesso crimini paragonabili a quelli del fascismo è banalmente che non è mai stato al governo nazionale (lo è stato a livello locale, ma se è per quello lo è stato anche il MSI seppure in forma più limitata e non ha commesso crimini) e che qui c’era la NATO, in ogni caso il PCI ha continuato a essere finanziato dall’URSS almeno fino al 1985 quindi ben oltre la ‘’svolta” di Berlinguer; inoltre nel 1996 quando portammo più di un milione di persone sul Po e a Venezia in una grande manifestazione pacifica per l’indipendenza della Padania il governo di sinistra di allora reagì con la forza con la perquisizione in via Bellerio, e questo spiega tra le altre cose come mai la Lega non è alleata con una sinistra italiana ben distante da altre sinistre autonomiste europee (con qualche lodevole eccezione, vedi Cofferati, Fanti presidente dell’Emilia Romagna negli anni ‘70 e perfino Prodi prima che rinnegasse tutto con i suoi due governi); a questo proposito in Catalogna è stato fatto un referendum cui hanno votato solo i catalani che hanno scelto in grande maggioranza l’autonomia, questo da noi non si può fare in quanto la nostra costituzione cosiddetta democratica nata dall’antifascismo ha stabilito che l’unità d’Italia è un dogma e impedisce di effettuare referendum come quello catalano. Una Padania un po’ meno berlusconiana sarà possibile anche perchè Silvio non resterà sulla scena altri 20 anni, ricordo che nel 1993 quando lui ancora non c’era la Lega ha vinto le elezioni non a Tradate, Olgiate Comasco o Osio Sotto ma a Milano; una Padania meno leghista temo sia impossibile visto che la Lega è l’unico partito di dimensioni significative a promuovere la Padania
on Aprile 7th, 2009 at 17:08
Per proseguire nel nostro scambio di opinioni, direi che non è corretto mettere PCI e MSI sullo stesso piano.
Se andiamo a vedere la storia del dopoguerra vediamo che, a differenza del PCI, il Movimento Sociale Italiano ha svolto per un certo periodo una funzione eversiva, che poteva sfociare nel golpe.
Siccome vedo che le piace essere documentato, mi permetto di suggerirle un paio di libri, che non credo si possano considerare di parte:
“La sottile linea nera. Neofascismo e servizi segreti da Piazza Fontana a Piazza della Loggia” di Mimmo Franzinelli, editore Rizzoli.
“A che punto è la notte” di Alberto Baldoni (giornalista di destra) e Sandro Provvisionato (giornalista di sinistra). Edito da Vallecchi.
Dimenticavo. Per quanto riguarda i tentativi di golpe, c’è un libro scritto da Nicola Rao (giornalista di destra) che gli ha creato gravi problemi con gli ex camerati per le testimonianze raccolte e le ammissioni di coinvolgimento ai più alti livelli. Si tratta di La fiamma e la celtica. Editore Sperling & Kupfer.
Lei confida in una Padania meno Berlusconiana. Ma non è detto che il dopo Silvio sia migliore. I veleni rimangono in circolo. Con le ruberie spavalde di Craxi si credeva di aver toccato il fondo. Invece non c’è limite al peggio. I veleni si accumulano. Purtroppo oggi dobbiamo ammettere che c’era più senso dello Stato ai tempi della Democrazia Cristiana (e detto da me suona come una bestemmia).
Le dirò perché non mi piace la Lega Nord. Io mi ricordo ancora quei milanesi con “il cuore in mano”. Si pronunciava alla francese “coeur en man”.
Allora mi chiedo, perché non date una mano alla tanta gente onesta che vive al sud e che non riesce a liberarsi delle mafie, invece di allearvi a governi che sono collusi con le mafie?
Essendo una persona documentata, lei saprà tutto sulle condanna per mafia al braccio destro di Silvio, su Previti, il braccio sinistro, che gestiva la magistratura corrotta, sullo stalliere di Arcore, l’inviato della Mafia, omicida e trafficante di droga, che Silvio si teneva a casa pur conoscendo i suoi precedenti.
Voi potete stare con Silvio o con quelli che patiscono sotto il tallone della Mafia. Io non avrei dubbi.
Anche voi non avete dubbi.