Di nuovo online
Finalmente il blog di “Camicie Verdi/Nazirock” è di nuovo online.
Ci scusiamo per i disagi tecnici arrecati.
Questo Blog è stato ricostruito dopo un attacco hacker che, il 15 aprile 2008, lo ha completamente distrutto. Il blog inizia nel 2006, con l'uscita del mio primo documentario, Camicie Verdi, ma non troverete commenti su questo film: tutti sono andati persi nell'attacco. Peccato, erano centinaia di osservazioni, alcune molto colorite, così interessanti che avevo pensato di raccoglierle in un libro. Colpa mia: avrei dovuto fare copia di tutto. E colpa di quelli che credono di poter risolvere tutto con la violenza.
Per quanto riguarda Nazirock, ho visto che i navigatori preferiscono commentare direttamente le clip del film, raggiungibili dal sito www.nazirock.it oppure su youtube.
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Questo è il manifesto per la distribuzione di nazirock nel cinema, che non è stata possible: gli esercenti hanno ricevuto le diffide di forza nuova e si sono spaventati.
Non hanno avuto paura tutti quelli che hanno organizzato e continuano a organizzare nuove proiezioni di nazirock (vedi calendario degli appuntamenti).
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il sito camicieverdi.com
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Finalmente il blog di “Camicie Verdi/Nazirock” è di nuovo online.
Ci scusiamo per i disagi tecnici arrecati.
on Ottobre 16th, 2008 at 23:46
Mi chiamo Matteo e sono uno studente di Scienze Politiche della
facolta di Genova.
Non so se avrà il tempo di leggere questo messaggio ma io volevo dirle
grazie dal profondo della mia coscienza.
Il documentario “NaziRock”, mi ha dato la possibilità di capire come il
fanatismo sia spesso un sentimento che va al di là della semplice
istintività ma che esso si muova su binari e teorie ben definite e
programmate.
Prima di “NaziRock” avevo assistito a qualche documentario sulla
rinvigorimento dell’ideale fascista in Italia ma finora, proprio a causa del
taglio interpretativo di questi, avevo considerato il tutto come un focolaio
di breve durata, destinato ad estinguersi grazie alla messa alla berlina e
alla ridicolizzazzione di di questi grotteschi individui inneggianti solgan
fascisti, con tatuaggi, striscioni e quant’altro.
Purtroppo non è stato così, la superficialità con cui l’argomento è stato
trattato mi ha portato a sottovalutare il fatto che, come dice lei, l’Italia
sia governabile con una manciata di voti che non hanno colore ma che hanno
l’odore di un passato oscuro e vergognoso.
Al contempo ho potuto notare il suo atteggiamento nei confronti di coloro
che venivano intervistati.
Penso che anni e anni di lavoro l’abbiano portata a tenere un’atteggiamento
imparziale, sia che si trovi davanti a un capo di Partito o di fronte a una
ragazzina che meriterebbe solo di essere tenuta notte e giorno di fronte a
un libro di scuola o a contatto con chi ha subito le angherie di un regime
come quello fascista.
Bene, per tutto questo io la ringrazio e per non essere troppo “prolisso”,
come dice il signor. Maurizio Rossi quando giustifica il fatto che in pochi
leggano il libro di Mattogno sul revisionismo, mi fermo qui.
Ho letto inoltre che la sua “trilogia” sarebbe incompleta, io spero che
possa terminarla al più presto poichè come tutti sanno, l’ultimo episodio
delle saghe è spesso quello più entusiasmante.