C’è un collegamento tra questa realtà e la politica istituzionale
Articolo di Claudio Lazzaro su Liberazione del 6 maggio 2008
Un’analisi del regista del documentario Nazirock
C’è un collegamento tra questa realtà e la politica istituzionale
di Claudio Lazzaro
In qualche modo Nazirock, il film che ha raccontato i riti e le violenze della destra radicale, nasce proprio a Verona. Stavo viaggiando in terra di Padania per realizzare Camicie Verdi, un documentario sulla Lega Nord, quando mi sono imbattuto nel Veneto Fronte Skinheads. Il leader era Piero Puschiavo, leader di una band di rock. Un tipo di rock che ha molti nomi, identitario, nazional socialista, non conforme, ma che in Europa e negli stati Uniti viene sbrigativamente chiamato nazirock. I testi di solito hanno a che fare con l’odio per gli immigrati, con la difesa delle radici e dell’identità nazionale. Abbondano le istigazioni alla violenza, non mancano le nostalgie della Repubblica di Salò. Piero Puschiavo adesso non fa più la rockstar identitaria, ma è il coordinatore per il Veneto del Movimento Sociale Fiamma Tricolore. E nel film vediamo che il leader della Fiamma Tricolore, Luca Romagnoli, viene accolto sul palco degli oratori da Silvio Berlusconi, alla manifestazione del 2 dicembre 2006, quella dei due milioni. I due si stringono la mano, Berlusconi accarezza la bandiera della Fiamma.
C’è quindi un collegamento tra il Veneto Fronte Skinheads e la politica con la A maiuscola, quella parlamentare e istituzionale. Un collegamento allarmante, perché se andiamo a vedere chi era l’ispiratore del Veneto Fronte Skinhead scopriamo che si tratta di un certo Jan Stuart Donaldson, famoso per le sue canzoni razziste e per le sue dichiarazioni su Hitler: “Di lui ammiro tutto, tranne una cosa: avere perso”.
Allora ci rendiamo conto che certe frange dovrebbero stare fuori dalla porta. Perché quando la base di questi movimenti si sente sdoganata e legittimata dal sistema politico, allora, con ogni probabilità, diventa più aggressiva, tende a recuperare lo spazio che per anni si era vista negare.
Non voglio dire che la colpa della tragedia di Verona debba ricadere in modo diretto e inequivocabile sui movimenti politici della destra radicale. Ci sono forme di tribalismo giovanile in tutto il mondo. Le bande che difendono il territorio e aggrediscono il diverso si trovano anche nei paesi a democrazia più avanzata. Eppure se la violenza di destra aumenta e si propaga (i dati sono impressionanti, anche se stampa e televisione nella maggior parte dei casi tendono a ignorarli) una ragione ci deve essere.
Se restiamo alle cause di natura culturale, non dimentichiamo che il Veneto è la terra del sindaco leghista Gentilini, che a Treviso – scherzando, bontà sua – incitava i cacciatori a sparare agli immigrati, dopo averli infilati, per non spargere troppo sangue, in un costume da leprotto.
Il Veneto è terra di Lega. Ma quando in Camicie Verdi intervisto Mario Borghezio, nel suo letto d’ospedale (gli autonomi lo hanno picchiato) e gli chiedo se qualche politico gli abbia fatto visita, lui mogio mogio risponde: “No, nessuno. Mi hanno chiamato solo la Mussolini e Roberto Fiore.
Quindi Borghezio, il leghista più amato dal popolo padano dopo Bossi, ha un filo diretto con il leader di Forza Nuova e con la nipote del Duce, che fino a due anni fa coordinava il cartello della destra estrema, assieme al già citato Romagnoli (quello che non è sicuro che le camere a gas siano veramente esistite), a Tilgher (condannato per ricostruzione del Partito fascista), e a Fiore (condannato a più di cinque anni per banda armata).
C’è un terreno comune, ci sono in Veneto iniziative comuni tra la Lega Nord e questa destra radicale. E infatti Borghezio ha salutato con entusiasmo l’elezione di Alemanno a sindaco di Roma: “Da patriota padano”, ha scandito, “onore al merito ai romani. Hanno eletto un sindaco con una faccia onesta e simpatica e al collo il simbolo dei nostri antenati Celti”. Poco male se la croce celtica è anche il simbolo di una divisione delle SS. Del resto Marcello De Angelis, l’intellettuale più vicino ad Alemanno, quello che ha appena organizzato il seminario sul Ritorno delle élite, quando era leader di Terza Posizione si è aggiudicato una condanna a cinque anni.
Può anche darsi che i “ragazzi dal cuore nero” responsabili dell’omicidio di Verona siano solo degli sprovveduti con scarsissime nozioni di politica, ma l’esempio dato dalla classe dirigente, o più in generale il clima politico di questa nuova stagione, certamente non li ha dissuasi, non li ha fatti sentire fuori, estranei alle regole di una democrazia.
Detto questo, credo che con questi giovani si debba dialogare. Se li guardate, nelle sequenze di Nazirock, non vedete ragazzi cattivi. Nei loro occhi, più che odio c’è paura. Sono ragazzi spaventati dalla globalizzazione. Sono i nuovi proletari che potrebbero fare gli idraulici o i muratori, se non ci fosse un extracomunitario che lo fa a metà prezzo.
Credo che il linguaggio per parlare con loro vada trovato, e subito, prima che sia troppo tardi. Ho avuto una conferma di questa urgenza (che Pasolini aveva già avvertito nel 1974) presentando Nazirock in un centro sociale a Perugia. Eravamo nell’ex mattatoio. All’alba, dopo la proiezione il centro è stato devastato da sconosciuti. Un ragazzo che dormiva all’interno terrorizzato a morte.
Spaventati (e qui apro una parentesi) anche gli esercenti che avrebbero dovuto programmare nei cinema Nazirock, ma che hanno rinunciato dopo le diffide inviate dai legali di Forza Nuova (ma per fortuna il film è distribuito anche nelle librerie, da Feltrinelli Real Cinema).
Bene, torniamo a Perugia. Quella sera all’ex mattatoio c’erano molti giovani skin, che assomigliavano in tutto e per tutto ai giovani che avevo filmato al raduno di Forza Nuova. Stesso abbigliamento, stesso tipo di rock. Ma le parole erano diverse. Quei ragazzi non erano caduti nella trappola. Erano ribelli che si identificavano nei rituali e nell’estetica skin, ma erano lì attenti ad ascoltare il nostro dibattito sul nazifascismo e intervenivano, partecipavano in modo democratico. Chi, cosa aveva fatto la differenza? Evidentemente il radicamento che i centri sociali riescono ancora a realizzare tra i giovani e nella società civile. Mentre la sinistra dei salotti televisivi non ricorda nemmeno cosa sia.
Claudio Lazzaro





on Settembre 10th, 2008 at 02:28
Caro amico,
in verità, il tuo film non l’ho visto, ma vedo che alla base del tuo pensiero, c’è una forte dose d’intolleranza, Il tuo discorso potrebbe tra l’altro essere applicato ai testi di alcune band come i 99 posse o la banda bassotti. Tra l’altro per una corretta informazione il centro sociale di cui parli, quello di perugia, non è stato devastato, sono state rotte due finestre, gesto deprecabilissimo comunque, ma non devastato come tu affermi. Una cosa poi non capisco questo gusto di stare sempre a scocciare le palle agli altri invece di occuparsi di costruire qualcosa in positivo. Per finire non mi risulta che nel mondo esistano regimi nazionalsocialisti o gerarchi nazionalsocialisti al potere. Il nazionalsocialismo che durò un dodicennio è finito oltre 70 anni fà, e i suoi capi sono stati tutti decapitati, mentre esistono ancora nel mondo regimi che si dichiarano comunisti, e comunisti al potere.
anarchico è il pensiero!senza rancore
ultimo
ps questa definizione nazirock io è la prima volta che la sento ed in vita mia ho girato tutta l’europa, ma tu che posti frequenti?
on Settembre 10th, 2008 at 02:30
Caro Claudio
ero alla proiezione di Nazirock a Pesaro Venerdì.
Sul momento non son riuscito a commentare forse per timidezza o per lo shock del film.
Che poi shoccante neanche più di tanto, visto che son cresciuto a Treviso e per un giovane “diverso” la vita non è facile li.Aggressioni neonaziste erano all’ordine quotidiano.
Ho deciso di trasferirmi nelle marche anche per questo motivo.
Giorni fa parlavo con un amico di Treviso e gli ho chiesto se ci fossero state ancora agressioni, la risposta è stata negativa.
Non perchè non esista più il neonazismo ma perchè tutta la compagnia di “Diversi” che frequentavo si è sbriciolata e nessuno più gira più per il centro della propria città.
Che tristezza.
Vabbhè torniamo al film.
Ho notato questa cosa:
“ai raduni nazi ci sono pochissime donne!!!”
mentre ci pensavo dopo la proiezione mi son girato e ho visto molte e bellissime ragazze al centro socilale…
com’è???
allora o le ragazze sono più intelligenti e acculturate,
o al giorno d’oggi non sopportano pensieri sessisti che caratterizzano il movimento di estrema destra…
questa la risposta che è uscita dalla discussione con la mia compagna.
tu cosa ne pensi?
Ti auguro buona fortuna per il film e ti ringrazio da parte di tutti coloro che hanno subito umigliazioni da parte di questi scimmioni manovrati da questo sistema malato…
Ciao,
Mathias
on Settembre 10th, 2008 at 02:30
che c’entra la Lega con quello che e’ successo a Verona?a parte che Tosi e’ al governo solo da un anno e che prima c’era la sinistra,potrei anche capire se l’aggressione fosse stata fatta dai Giovani Padani ma cosi’ non e’ stato a Verona ne’ e’ mai stato anche altrove
on Settembre 10th, 2008 at 02:31
da quando ho visto il film ho ordinato alcuni cd di musica nazi molto bella
on Settembre 10th, 2008 at 02:32
Vorrei porre alla sua attenzione alcune piccole precisazioni.
1) Il famoso cantante britannico si chiamava Ian Stuart Donaldson e non come lei erroneamente lo chiama Jan.
2) Quelli che lei ha incontrato al dibattito a Perugia non erano affatto Skin Heads camerati ma i buffoni che si riuniscono sotto le sigle SHARP, RASH o REDSKIN.
E terzo per il sig. Mathias le donne nei movimenti di estrema destra esistono e non sono poche come spesso si dice.
Le auguro un buono e “sicuro” proseguimento…
on Settembre 10th, 2008 at 02:33
Ancora non ho avuto il piacere di vedere il tuo film, ma pensò di farlo presto. Le premesse sono interessanti: uno studio da sinistra di un fenomeno che avviene a destra.
Capire il fenomeno non credo sia facile: uno gioventù sempre più identitaria, che va oltre le divisioni politiche del passato e che cerca approdo attorno a degli ideali. Una gioventù non incline al modello del pensiero unico, in grado di rompere anche con stereotipi televisivi, quali la velina ed il calciatore. Una gioventù per questo fuori dal controllo del Potere. Una generazione che ha fortemente voglia di far politica partendo dal basso, dalle fabbriche, dalle piazze.
Il popolo italiano a volte sa sorprendere: sa rinnovare se stesso rompendo vecchi schemi, di fronte alle difficoltà riesce a far quadrato. E se pur di carattere mite, riesce ad opporsi a ciò che il Potere pretende. A differenze di altre Nazioni, è un popolo che sa ancora lottare per la libertà.
Sono quindi felice che finalmente parla della vera gioventù italiana, del popolo italiano. Che sa andare oltre quello che è “conveniente”. Condivido uno dei commenti sopra: è la prima volta che sento parlare di Nazirock. Forse un titolo piu azzeccato sarebbe dovuto essere “Rock identitario” o RAC (Rock against communism). Cmq anche Nazirock suona bene, a me non dispiace.
Ci sono dure storie alle spalle, storie di lotte, storie di sofferenza. Se, come sono convinto, il film ha centrato quest’obbietivo, sono sicuro sarà un successo.
Roberto
on Settembre 10th, 2008 at 02:34
a me invece ha sconvolto che per quanto poche, ci fossero effettivamente delle donne. E se come scrive il gentile e soprattutto educato “DioTiVede…etc” la presenza femminile è massiccia, la situazione è ancora più grave! Non ho ancora visto il documentario, solo le clips…e purtroppo non mi trovo d’accordo sul fatto che dietro questi assatanati di violenza si celino dei ragazzi impauriti.
on Settembre 10th, 2008 at 02:35
noto con piacere che anche in questo caso vi comportate democraticamente come ” vostro solito”. ovviamente di parte e spudoratamente in maniera assolutamente settaria e antidemocratica. proprio voi che vi fate portatori di democrazia ( vedi strage di schio, codevigo, ponte della bastia ecc ecc)
vi sono stati inviati per certo tanti commenti di protesta che giustamente criticano le vostre posizioni assolutamente di parte ma voi in nome della ” vostra democrazia” vi siete guardati bene dal pubblicarle. complimenti e grazie anche perchè se non esistessero questi film noi avremmo veramente sbagliato tutto. continueremo con orgoglio ad essere di estrema e ripeto di estrema destra, credendo fortemente nella lealtà, onestà e coerenza. migliaia di italiani preferirono morire fucilati dai vostri compagni democratici per non venir meno alla parola data, questo è l’unico insegnamento che darò ai miei figli: Dio Patria Famiglia. a voi la cannabis libera.
santarelli mirco
on Settembre 20th, 2008 at 04:25
Fermo restando che ho apprezzato molto il documentario: cos’è, di preciso, “La politica con la A maiuscola”? La politicA?
Claudio Brandolino,
per conto delle Brigate Incandescenza.
on Settembre 21st, 2008 at 19:46
Per politica con la A maiuscola intendo la politica istituzionale e di governo, come dico nel pezzo. Quella dei gruppuscoli estremisti sta in serie B, perchè conta meno, nel senso che non fa le leggi, non fa i governi e quindi incide meno sulla nostra vita. Come vedi non si tratta di un giudizio morale. E’ una constatazione di tipo pragmatico. A proposito qual’è il seguito elettorale delle Brigate Incandescenza?
Ciao. Claudio
on Maggio 17th, 2009 at 08:09
Ehm. Ho capito cosa intendevi. Però “politica” comincia per “p”. Scusa il ritardo.
on Ottobre 30th, 2009 at 20:46
Lazzaro, giornalista politico! Gente come te ha instillato odio per generazioni e causato la morte di decine di ragazzi.
Tu fai schifo e i tuoi pseudo documentari fanno schifo.
Fessi i ragazzi di Forza Nuova che ingenuamente ti hanno permesso di diffamarli.
on Ottobre 31st, 2009 at 16:43
Scusate ma no ho avuto tempo da dedicare al blog. Adesso vorrei rispondere a Ultimo, che non ha visto il film e forse non ha avuto tempo di leggere fino in fondo il testo che commenta. Caro Ultimo, se lo leggi ti accorgerai che io difendo la linea del dialogo e non quella dell’intolleranza. Poi tu che mi accusi d’intolleranza te la prendi col diritto di critica, che definisci “scocciare le palle”. Insomma chi esprime le proprie opinioni liberamente, chi fa informazione in modo libero, con grandi sacrifici, in un contesto monopolista e censorio come quello italiano, va trattato da rompipalle. E perché non fargli mandare giù qualche sorsata di olio di ricino?
Per quanto riguarda il fascismo e il nazionalsocialismo, questi non si ripresentano nella storia come la copia carbone di esperienze già vissute. Si presentano con nuove maschere, adeguate ai tempi, alle nuove tecnologie e alle nuove situazioni sociopolitiche. Si tratta solo di saperli identificare e smascherare.
Per concludere la mia risposta, ti assicuro che non provo alcuna simpatia per regimi autoritari (non so a quali tu faccia riferimento) che si riallaccino al marxismo-leninismo. Io non sono mai stato comunista, neanche da piccolo.
Mi incuriosisce il saluto anarchico in calce al tuo intervento. Sei un libero pensatore o hai una tribù di riferimento?
on Ottobre 31st, 2009 at 17:22
Caro Pietro Paolo, il tuo giudizio mi pare un po’ affrettato. Io sono un pacifista e una persona aperta al dialogo. Con i miei documentari non voglio istigare all’odio. Voglio solo capire cosa sta succedendo al nostro Paese.