Camicie Verdi..! Bruciate il Tricolore..!!


Articolo di Mario Pirani - la Repubblica 5 Giugno

Inserito in Camicie Verdi da admin il Settembre 10th, 2008

Mario Pirani - la Repubblica - 5 Giugno 2006

Il tricolore buttato via e Bossi senatore a vita

Un amico mi ha regalato un DVD in vendita nelle librerie. Si chiama “Camicie Verdi” e documenta in presa diretta la storia della Lega Nord, dal celodurismo alla devolution.

l’ha prodotto e diretto un bravo giornalista, Claudio Lazzaro, che, con i pochi soldi della liquidazione dal “Corriere”, si è dedicato a realizzare un documentario a basso costo per offrire al pubblico un tipo di informazione all’opposto della pappa precotta della TV. In questo suo primo documentario, infatti, narra cose, riporta discorsi, registra interviste che, se la RAI non fosse assogettata a un castrante regime “politicamente corretto”, aduso ad edulcorare la realtà, sarebbero state portate da tempo alla conoscenza de visu dei cittadini. A cominciare dallo stentoreo invito di Bossi, rivolto ad una signora che a Venezia aveva issato sul suo balcone la bandiera italiana: “E’ inutile il tricolore. Lo metta al cesso!”. Mentre le “camicie verdi” intonavano il coro: “e noi che siamo padani abbiamo un sogno nel cuore: bruciare il tricolore!” ( aproposito, a chi è venuta l’invereconda idea di suggerire la nomina di Bossi a senatore a vita?). Comunque è tutto da vedere: un’ora e un quarto di turpiloquio politico, di ordinario odio razzista, di incitamento alla violenza.Che non può essere derubricato a folklore periferico e neppere comparato alle esternazioni dei gruppi estremistici di destra di Francia, Germania o altri paesi dove proliferano isolati all’opposizione, anche quando il governo è conservatore. Da noi la Lega è stata fino a ieri un partito di governo, anzi, il partito che ha improntato e condizionato la scelta pi? importante di Berlusconi: qualla di stravolgere la Costituzione del 1948 e dar vita a un progetto che, se confermato, spazzerà via le conquiste di di tante generazioni di italiani, dal Risorgimento all’Unità d’Italia, dalla Resistenza alle grandi riforme del secondo dopoguerra (Sanità, Scuola, etc.). Un partito, infine, che ha costituito il vero punto di riferimento privilegiato, ideologico e politico, di un premier, assai meno sensibile nei confronti degli altri soci della CdL (AN e UDC). Nulla di nuovo, potrà dire qualche lettore informato. Eppure è diverso scorrere sul giornale le cronache di una manifestazione leghista dal vedere e ascoltare i discorsi forsennati pronunciati da un Calderoli, da un Borghezio, da un Gentilini e consimili personaggi. Basta un breve florilegio. Laddove si parla della nuova polizia locale, decisa dalla devolution, ecco la spiegazione: “Non illudetevi, data la situazione che c’è con la magistratura, la polizia e i carabinieri hanno le mani legate, il territorio ce lo dobbiamo pulire da noi.. Da oggi ci riuniamo in coordinamento tra patrioti padani, guardia padana, volontari verdi, con mazze bastoni per fare delle ronde, ma ronde dure, ronde di 100, 200 persone.. DI fronte al dilagare degli stupri, conseguenza dell’immigrazione selvaggia, 100.000 espulsioni, almeno 100.000 espulsioni! Non siamo merdaccia levantina o mediterranea, noi la Padania bianca e cristiana.. Non ci lasciamo togliere i canti natalizi da una banda di crnuti islamici di merda!”. Fin qui Borghezio, il più popolare dopo Bossi, mentre il Sen.Perruzzetti apre un’altro fronte: “Siamo di fronte a un baratro. Vi immaginate se viene eletto un Sindaco extracomunitario. Fra qualche anno vi saranno 120 milioni di cinesi in Europa e molti milioni verranno in Italia e allora vuol dire che è finita la libertà, finita la democrazia, verranno a comandare a casa nostra!”. E per finire, ancora un comizio di Borghezio: “Cornuti islamici bastardi! Moderati un cazzo! Questa è la Lega che vince, perchè Dio lo vuole, come nelle Crociate, per difendere questa terra contro l’Islam! Gli facciamo un culo così!”. Dopo aver visto questo documentario mi è apparsa ancor più illusoria l’idea che serpeggia ai vertici dell’Unione (l’ho sentita con le mie orecchie..), secondo cui sarebbe opportuno tenere basso il volume della campagna referendaria così da smorzare l’intenzione di trasformarla in una violenta tenzone pro o contro Berlusconi. Eppure l’esperienza ci dice che il Cavaliere è comunque allergico alla temperanza, per cui, anche in questa occasione, non mancherà di rilanciare il solito armamentario di insulti, grida, promesse e slogan che tanto piacciono ai suoi fedelissimi. COn i leghisti a a far da amplificatore. Comunque la difesa della Costituzione è un tema che non consente mezzi toni nè tranquille pause di distrazione da oggi al 25 Giugno, tanto più che il primo sondaggio prevede, allo stato dei fatti, uno scaro tra il No, di chi respinge l’obbrobrio Calderoli, e il Si, di solo il 2%.

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